In bilico sulla metà del mondo. Occhi chiusi e le braccia aperte cercando di camminare in linea retta. A causa di forze incredibili o forse per l’emozione del grande palcoscenico nessuno riesce a fare piú di due passi.
Alcuni finiscono nel lato estivo, altri vengono ricacciati in inverno.
Quando riapro gli occhi vedo solo un monumento gigante sovrastato da un mappamondo di bronzo .
La linea delle equatore passa per quattordici paesi. Nel 1700 una squadra di geoleogi francesi aveva scelto l’Ecuador, una pacifica colonia spagnola ai tempi, per misurare esattamente la latitudine zero nei pressi della capitale Quito. Gli strumenti di misurazione tradizionali sballano ed il monumento celebrativo si ritrova un campo di calcio piú in lá della linea reale.
Il museo Inti Nan invece si sviluppa esattamente lungo l’equatore misurata con GPS militari. I ragazzi che ci lavorano si prendono gioco dell’errore di rilevazione dei francesi e ci propongono un ripasso di concetti di fisica dimenticati sui banchi del liceo.
Tutti abbiamo apprezzato personalmente o in un episodio dei Simpson l’effetto della forza di Coriolis sull’acqua della tazza.
Dopo averci mostrato la differenza di rotazione tra i due emisferi, Luis, la nostra guida, piazza il suo catino a rotelle sulla linea rossa della metá del mondo. Ricarica l’acqua caduta nel secchio e recupera le sue foglioline verdi. Quando stappa l’acqua scende diritta, cosí come le foglie che tira un paio di secondi dopo.
Standing ovation, facce convinte ed un paio di svizzeri ammiccando con l’aria di ‘te l’avevo detto’.
Luis che sta conducendo lo show come meglio non potrebbe compie peró un errore imperdonabile. Ci scatta una foto ma al restituire la macchina molla la presa con un secondo di anticipo. L’immagine che ci ritrae sorridenti sull’equatore e che chiude il post sará l’ultima fatica di questa Nikon compatta.
Come il pane tostato cade sempre per il lato imburrato, la macchina fotografica di Sergio atterra, esattamente sulla linea rossa, di obiettivo.
Luis si toglie dall’impaccio invitando il gruppo a seguirlo attraverso la mostra di animali impagliati, lasciandoci di sasso. Sergio tenta di rianimare il paziente senza successo.
Abbiamo appreso una lezione di fisica a scapito di una macchina fotografica.
Ci dirigiamo verso l’uscita giá pensando al bus che ci porterá in Colombia tra poche ore.
Non abbiamo bisogno di terminare il nostro tour e nemmeno di ritirare l’attestato per essere riusciti a mettere un uovo in equilibrio su un chiodo.
Vi auguro buona fortuna nell’intento, specie se siete lontani dall’equatore.