Mastico canna da zucchero per dimenticare. Durante la notte afosa nel bus l’alticcio locale alla mia destra si mette in topless. Mi saluta mostrandomi un bel paio di seni maschili mentre dal finestrino passa Trujillo, città portuale di un milione di abitanti e quarta più grande del paese. Il cambio di scenario rispetto a Lima è evidente, la vegetazione desertica e le case basse ed il traffico è frenetico nonostante siano da poco passate le otto.
I tuk-tuk non sono un’esclusiva dei paesi del sud-est asiatico e zigzagano incuranti dei pedoni. Sono poco piú che una moto, un sedile saldato e tanta fantasia negli accessori. Scendiamo dal bus mentre si accendono i led intorno le targhe posteriori a sancire l’inizio della giornata lavorativa. Ci cambiamo al primo autista che abbassa le sue pretese a 10 soles, tre euro al cambio. Charlie accomoda gli zaini nel retro del tuk-tuk e ci consiglia di agarrare le tavole.
In dieci minuti arriviamo a Huanchaco. Pur essendo una meta di popolare mantiene un’ indole piu tranquilla rispetto a Mancora, il balneario principale nella costa nord vicino al confine con l’Ecuador.
Le onde pompano sulla spiaggia per pochi spettatori e due surfisti in mute lunghe e nere. Dal prossimo 24 di gennaio Huanchaco sará sede di una tappa del campionato mondiale di longboard e la ragione é chiara. Le onde sono perfette e creano piccoli tubi al rompersi mentre il vento soffia poderoso dalla spiaggia verso il mare. Il sole splende e da mezzogiorno le famiglie affollano la sabbia di un tipico sabato estivo. Il passaggio di Flor, bionda sirena di Buenos Aires è di buon auspicio mentre allacciamo le wet-suits. Capelli biondi raccolti e cuffie colorate su bikini rosso. il tempo ed il vento si fermano mentre sfila tra gli ombrelloni aperti. Una pacca di Hezio mi riporta sulla terra, il leash allacciato con largo anticipo e l’oceano 30 metri piú in là.
Serie di cinque onde si intervallano a lunghe pause di mare piatto. La vista seduti sulle tavole è di prima qualità. Le palme spuntano sopra gli ombrelloni colorati, i bambini mangiano granite di mango mentre i genitori stappano cervezas. La musica di una coppia di altoparlanti arriva fino a qua mentre un tramonto rosa si forma alle nostre spalle.
Sorridiamo alla vita. Nessuna festa questa sera perchè a Huanchaco si vive per le onde e per il pesce. Entrambi richiedono sveglia presto.
I pescatori cavalcano i loro graziosi caballitos sulle ultime onde. Alle loro imbarcazioni di vimini intrecciato preferiamo tavole di fibra di vetro.
Penso al mio amico Victor che non surfa e comparte lo stanzone dell’ostello con Flor. Forse la sua notte non terminerà alla nostra stessa ora.