Il mio sogno di passare tre giorni in un harem di Victoria Secret dura il tempo di aprire la porta della jeep. All’interno sembra piú una pubblicitá della Benetton, collezione uomo. Un pugno di ragazzi nei loro venti anni condivide la mia delusione nel scoprire che vi é una sola donna nella spedizione e che fa coppia con Dieter, un babbo natale tedesco col quale somma almeno 140 anni (si sarebbero rivelati 138 al conteggio ufficiale).

Il lago salato di Uyuni in Bolivia é il piú grande del mondo. L’acqua non si vede perché coperta da una spessa crosta di sale di dieci metri di spessore, capace di supportare facilmente il peso di un auto. L’area intorno alla salina presenta paesaggi spaziali, lagune colorate popolate da fenicotteri rosa, strane formazioni rocciose e pozze d’acqua bollente, sufficienti per vari giorni di esplorazione.
Tre giorni di tour in altura, pernottamento in rifugi fatti di sale, docce fredde, no internet e poco ossigeno. Non adatto a una coppia della terza etá.
Santa Klaus, tanto imponenente nella mole quanto zoppicante sul suo piede destro, trasporta due bottiglie d’acqua mentre la moglie, capelli sale e pepe su 50kg massimo, si smazza il bagaglio famigliare al confine Cile-Bolivia.
“Tranquilo, hago sola” sorride alla mia offerta di aiuto. Questo non terminerà bene penso, col respiro affannoso per i 4300m di altitudine, deglutendo a raffica per evitare che la testa scoppi sulla scrivania del poliziotto di frontiera.
Nella sorpresa generale i vecchietti tengono il passo dei piú giovani. trasformando il rispetto senile iniziale in una ammirazione convinta.
Ma é durante la prima cena che si guadagnano i galloni di leaders.
I due hanno percorso più chilometri dei camioni di Overland. Muovendosi in coppia, quasi in simbiosi.
Nello spazio di una zuppa di patate e di una bistecca di lama passano agilmente dal racconto dell’incontro con le balene in Antartico, al viaggio in Tibet prima della rivendicazione cinese alla storia di un safari in Namibia.
La tavolata intera é ipnotizzata dai loro racconti, inclusi coloro che non parlano una parola di spagnolo, ma fantasticano ascoltando i nomi di paesi esotici. Al momento topico, in cui non mi si sarei sorpreso di sentire la storia del loro sbarco sulla luna, si alzano lasciandomi a rigirare il mio secondo té alla coca.
“Scusateci, ma é il momento di andare a scrivere” dicono all’unisono.
“Anche voi scrivete un blog?” chiedo con un entusiasmo infantile, realizzando all’istante che la domanda appropriata era come se la cavavano con internet.
‘Annotiamo nel nostro diario e mandiamo le fotocopie a qualche amico a casa. Il quaderno non ha bisogno di caricabatterie e non ce lo rubano mai.’
I due si allontanano sostenendosi l’uno con l’altro e mi sembra di sentire applausi di sottofondo dalle mie orecchie tappate.
L’entusiasmo per il viaggio non ha etá.
Cosí come l’amore ed il mal d’altura.